Il ricorso all’assistenza specialistica in Toscana

Il Rapporto ARS n. 10 riassume i principali temi e le informazioni più rilevanti emerse da un'indagine condotta in Toscana sull'accesso all'assistenza specialistica ambulatoriale (ASA), sia pubblica (servizio sanitario regionale) che privata.
L'indagine, condotta nell’ambito del Piano della Qualità della Prestazione Organizzativa PQPO dell’Agenzia Regionale di Sanità, di cui l’Osservatorio di Epidemiologia - Settore Sanitario è la struttura responsabile, ha coinvolto un campione di cittadini toscani adulti, analizzando il loro ricorso a visite specialistiche negli ultimi 12 mesi.
Il campione di 2.247 cittadini adulti residenti in Toscana è rappresentativo della popolazione generale per sesso, età e ASL di residenza. L'elevato tasso di risposta (81%) conferisce robustezza ai risultati.
1.474 intervistati (66% del totale) hanno fatto almeno una visita specialistica negli ultimi 12 mesi, con percentuali più elevate negli anziani, nelle donne, in chi ha dichiarato condizioni economiche scarse o insufficienti, nei più istruiti, in chi ha almeno una malattia cronica, in chi ha posizioni lavorative medioalte, tra gli esenti (soprattutto se per malattia) e tra chi possiede una polizza sanitaria privata e, in misura minore, un fondo sanitario integrativo.
Per l’Agenzia regionale di sanità della Toscana rappresenta la seconda versione dopo la prima realizzata nel 2020-2021, con alcune differenze relative al numero di domande sottoposte. In questa indagine del 2024-2025 si è scelto di fare un focus sulle visite specialistiche, al fine di dare una continuità informativa.
Lo studio esamina la frequenza di accesso alle diverse specializzazioni mediche, le modalità di erogazione (pubblica, privata convenzionata, libera professione, privata non convenzionata) e le caratteristiche socio-economiche degli utenti, evidenzia inoltre le motivazioni che spingono i cittadini a scegliere il regime privato e analizza anche il fenomeno della rinuncia alle cure specialistiche. Infine, valuta i tempi di attesa, i costi sostenuti dagli utenti e il livello di soddisfazione per le diverse modalità di erogazione.