Potenziali segnali di reazioni avverse persistenti di tipo gustativo, olfattivo e uditivo riportate per gli antimicrobici sistemici: analisi di disproporzione condotta nella banca dati EudraVigilance
Le reazioni avverse che definiscono alterazioni dell’udito, del gusto e dell’olfatto per i farmaci antibiotici sono segnalate più frequentemente come “persistenti” rispetto ad altre reazioni avverse di questa classe di farmaci? Ci sono farmaci o sottoclassi di antibiotici per cui le alterazioni di udito, gusto e olfatto sono segnalate più frequentemente come “persistenti” rispetto alla intera classe degli antibiotici?
Contesto della domanda
Un segnale è un’informazione che nasce da una o più fonti e suggerisce una nuova potenziale associazione causale o un nuovo aspetto di un’associazione nota fra un intervento (ad esempio l’esposizione a un farmaco) e evento (o un insieme di eventi), sia avversi sia benefici, che è giudicata sufficiente a giustificare un’azione di verifica. Nel 2018, l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha introdotto misure di minimizzazione del rischio per i fluorochinoloni, una classe di antibiotici sistemici, includendone il monitoraggio delle reazioni avverse sensoriali persistenti. Le banche dati di segnalazione spontanea riportano con frequenza reazioni avverse gustative, olfattive e uditive con esiti non risolti, suggerendo la necessità di un’indagine più approfondita su questi eventi. In uno studio precedente, un’analisi descrittiva esplorativa condotta sul database EudraVigilance, abbiamo mostrato che per gli antimicrobici sistemici la frequenza delle sospette reazioni avverse gustative, olfattive e uditive con un esito non risolto era più alta rispetto a quella riportata per altri tipi di reazioni avverse agli stessi farmaci. Gli esiti non risolti di tali reazioni potrebbero anche essere indicativi di un disturbo potenzialmente persistente o addirittura irreversibile e dovrebbero essere valutati con cautela e attenzione. Tuttavia, data la loro natura soggettiva, l’esito di mancata risoluzione associato a queste sospette reazioni avverse potrebbe talvolta essere spiegato da una difficoltà intrinseca nell’appurare un effettivo e reale miglioramento dell’evento da parte dei pazienti o dei loro medici. Proprio per questo motivo, si rende necessario studiare approcci metodologi specifici per queste peculiari reazioni avverse a farmaco, potenzialmente persistenti e meritevoli di attenzione.
Le sospette reazioni avverse di tipo gustativo olfattivo e uditivo, quando considerate collettivamente, saranno d’ora in poi identificate con l’appellativo “GOA” utilizzato nella pubblicazione di riferimento per questa scheda al fine di evitare la ridondanza del citare le specifiche reazioni sensoriali oggetto della ricerca (Gustatory, Auditory and Olfactive).
Risposta alla domanda
Lesospettereazionigustative,olfattiveeuditivevengonofrequentementesegnalatecon esiti non risolti per l’intera classe gli antibiotici sistemici, e ciò può essere probabilmente interpretato come una difficoltà oggettiva nel valutare un miglioramento dei sintomi da parte del paziente, e probabilmente si verifica anche per altre classi di farmaci. Questa frequenza elevata di eventi non risolti può essere utilizzata come standard per evidenziare frequenze anomale per i singoli farmaci appartenenti alla stessa classe. In questa situazione, una frequenza di segnalazioni significativamente più alta per farmaci specifici non può essere spiegata solo con la difficoltà nell’apprezzare un miglioramento e pertanto rappresenta un potenziale segnale da indagare in studi appropriati. Il nostro approccio di disproporzionalità ha rilevato segnali potenziali di reazioni avverse gustative, olfattive e uditive persistenti/permanenti per doxiciclina, azitromicina, claritromicina, amikacina, gentamicina, levofloxacina e moxifloxacina. Tuttavia, la possibilità che alcune di queste reazioni siano persistenti è descritta e attesa solo per gentamicina, levofloxacina e moxifloxacina. Si tratta di eventi inattesi in tutti gli altri casi. Considerato l’impatto sulla qualità di vita di eventi di questo tipo, ulteriori indagini sono necessarie per verificare che ci sia un rischio effettivo e, nel caso sia confermato, valutare misure di minimizzazione del rischio stesso.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Prof. Marco Tuccori, Dipartimento di Diagnostica e sanità pubblica, Università di Verona
Prof.ssa Ersilia Lucenteforte, Dipartimento di Statistica, informatica, applicazioni ‘G. Parenti’ (DiSIA), Università di Firenze
Prof. Marco Fornili, Dott.ssa Sara Ferraro, Dott.ssa Irma Convertino, Dott. Emiliano Cappello, Dott. Marco Bonaso, Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, Università di Pisa
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Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2025