Valutazione dell’efficacia dei diversi schemi di vaccinazione contro il COVID-19 in adulti e bambini in 5 paesi europei
Attraverso l’uso di real-word-data da 6 database sanitari elettronici di 5 paesi europei, quali informazioni sulla efficacia e declino dell’immunità di diversi programmi di vaccinazione anti-COVID-19 primaria (1a e 2a dose) e di richiamo (3a dose) possiamo ottenere?
Contesto della domanda
I dati sull’efficacia nel mondo reale hanno dimostrato che la protezione dei vaccini COVID-19 contro l’infezione grave da SARS-CoV-2 è elevata nel breve termine, ma diminuisce nel tempo, anche a seconda delle varianti del virus. L’efficacia del vaccino (VE) può variare a seconda del tipo di vaccino (ad esempio, tra piattaforme mRNA o adenovirali). La combinazione di diversi vaccini anti-COVID-19 (schemi di vaccinazione eterologhi) per la campagna vaccinale primaria e/o i richiami è stata applicata in diversi paesi o regioni, nonostante l’efficacia dei programmi eterologhi non sia stata pienamente compresa al di là dei dati clinici immunogenici.
Con la sua capacità di eludere l’immunità e causare reinfezioni, la variante Omicron di SARS-CoV-2 è diventata dominante in tutto il mondo e ha portato alla più alta incidenza di COVID-19 di sempre, anche nei paesi con elevata copertura di vaccinati, aumentando così anche i ricoveri ospedalieri e i casi di esiti gravi di COVID-19 nelle popolazioni pediatriche, in particolare in presenza di diverse comorbilità.
Informazioni ottenute attraverso l’uso di real-word-data (RWD) sulla VE per bambini e adolescenti in Europa son limitate. Ulteriori prove sulla validità dei programmi di vaccinazione omologhi (uso dello stesso vaccino anti-COVID-19 per la vaccinazione primaria e la dose di richiamo) ed eterologhi (uso di vaccini anti-COVID-19 diversi per la vaccinazione primaria o la dose di richiamo) sia nella popolazione adulta che in quella pediatrica sono necessarie. Queste informazioni possono solo continuare ad alimentare la preparazione delle autorità di regolamentazione nazionali e centrali in caso di situazioni decisionali urgenti.
Durante la campagna vaccinale contro il SARS-CoV-2, nel Maggio 2022, l’ l’Agenzia europea del Farmaco (EMA) ha lanciato un bando pubblico con lo scopo di complementare informazioni sulla efficacia declino dell’immunità post-vaccinazione di diversi programmi di vaccinazione anti-COVID-19 primaria (1a e 2a dose) e di richiamo (3a dose) con l’uso di RWD. Il bando è stato vinto da un progetto denominato “CoVE” (Effectiveness of heterologous and booster COVID-19 vaccination in 5 European countries, using a cohort approach in children and adults with a full primary COVID-19 vaccination regimen) nell’ ambito del contratto di servizio EMA/2020/46/TDA/L5.06. CoVE è stato uno studio condotto da parte della rete di ricerca “EU-PE&PV netwrok”, una partnership accademica pubblica di farmaco-epidemiologia e farmacovigilanza, e coordinata scientificamente dall’ agenzia regolatoria per medicinali e dispositivi medici “AEMPS” (Agencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios) in collaborazione con la rete “VAC4EU” (Vaccine Monitoring Collaboration for Europe).
Durante lo studio è stata indagata la VE e il declino dell’immunità di diversi programmi di vaccinazione con vaccini Comirnaty (PF), Spikevax (MD) e Vaxzevria (AZ) nella prevenzione di diversi esiti di malattia correlati al COVID-19. I seguenti studi sulla VE sono stati effettuati:
- negli adulti (>17 anni) tra vaccinazioni primarie (1a e 2a dose) eterologhe e omologhe;
- negli adolescenti (12-17 anni) tra vaccinazioni primarie (1a e 2a dose) eterologhe e omologhe;
- nei bambini (5-14 anni) tra vaccinazioni primarie omologhe (1a e 2a dose uguali) e non vaccinati;
- negli adulti con vaccinazioni primarie omologhe (1a e 2a dose uguali), comparando con individui con un richiamo omologo (1a, 2°, e 3a dose uguali) e un richiamo eterologo (1a e 2a dose uguali, 3° dose divera), rispetto a quelli senza alcuna dose di richiamo;
- negli adolescenti con vaccinazioni primarie omologhe (1a e 2a dose uguali), comparando individui con un richiamo omologo (1a, 2°, e 3a dose uguali) e un richiamo eterologo (1a e 2a dose uguali, 3° dose divera), rispetto a quelli senza alcuna dose di richiamo;
- negli adulti con vaccinazioni primarie eterologhe (1a e 2a dose diverse), comparando individui con qualsiasi dose di richiamo (3a dose) rispetto quelli senza alcuna dose di richiamo;
- negli adolescenti con vaccinazioni primarie eterologhe (1a e 2a dose diverse), comparando individui con qualsiasi dose di richiamo (3a dose) rispetto quelli senza alcuna dose di richiamo.
Per tutti gli individui senza infezione da COVID-19 precedente alla vaccinazioe, la VE è stata stimata per:
- marca di vaccino dello schema primario omologo (1a e 2a dose uguali), le diverse combinazioni nello schema eterologo (1a e 2a dose diverse) e con la dose di richiamo (3a dose);
- categorie di età;
- tempo trascorso da un regime di vaccinazione primaria completo (ricezione della 2a dose) o richiamo (ricezione 3a dose) tra i gruppi confrontati;
- tra sottogruppi clinici associati a un rischio elevato di COVID-19 grave (pazienti immunocompromessi e pazienti con cancro, trapianti, grave malattia renale e sindrome di Down).
Per i pazienti con COVID-19 precedente alla vaccinazione, è stata stimata la VE complessiva di diversi schemi vaccinali contro COVID-19 grave e decesso correlato a COVID-19. Inoltre, è stata stimata la VE rispetto alla mortalità per tutte le cause negli adulti di età ≥60 anni con un regime primario (1a e 2a dose), completo (omologo o eterologo) tra quelli con qualsiasi dose di richiamo (3a dose) e quelli senza alcun richiamo vaccinale.
Lo studio ha aderito al Codice di Condotta ENCePP. Questa infrastruttura etica e tecnica assicura che il progetto sia stato condotto con standard alti di trasparenza e indipendenza scientifica. Prima dell’estrazione dati, il protocollo dello studio è stato caricato sul registro online EU PAS Register, nella scheda EUPAS47725. Il rapporto finale dello studio è disponibile sullo stesso registro, e sulla piattaforma Zenodo. Un manoscritto tratto dal rapporto è stato pubblicato sulla rivista “Vaccine”. In questa scheda descriviamo quali analisi sono state eseguite e quale evidenza è stata ottenuta da CoVE durante il suo svolgimento (Maggio-Novembre 2022).
Risposta alla domanda
In generale, i nostri risultati supportano la raccomandazione delle istituzioni sanitarie di mescolare diversi marchi di vaccini per la 2a dose, in particolare per coloro che sono stati vaccinati prima con il marchio AZ, poiché non sono state riscontrate maggiori differenze di VE tra schemi di vaccinazione primaria omologhi (1a e 2a dose uguali) ed eterologhi (1a e 2a dose diverse) contro eventi gravi e non gravi. Ciò è in linea con studi clinici pubblicati in precedenza su piccola scala.
Indipendentemente dalla storia vaccinale precedente, le dosi di richiamo (3a dose) con vaccini a mRNA (marchio PF o MD) hanno offerto una chiara protezione contro eventi gravi post-infezione, sia nella popolazione adulta generale che nei soggetti più vulnerabili, aggiungendo evidenze positive per questi soggetti a rischio più elevato di COVID-19 grave, e supportando precedenti osservazioni in studi clinici per adulti.
In generale, abbiamo osservato un calo dell’immunità dopo i primi 1-6 mesi dopo la vaccinazione.
I nostri dati deducono che la vaccinazione primaria completa ha protetto i bambini di 12-14 anni da ospedalizzazione dovuta al COVID-19 durante i periodi delle varianti Delta e Omicron in Spagna, compresi anche i bambini immunocompromessi.
Non sono disponibili però conclusioni chiare per i vaccinati di eta tra 5-11 anni poiché non sono stati riscontrati casi gravi nel nostro studio. Pertanto, ulteriori studi più ampi e specifici sui bambini sono necessari. Oltre alle prove sui vaccini COVID-19 qui riportate, utili per la valutazione del rapporto rischio-beneficio di questi prodotti, un’interpretazione cauta di questi risultati deve essere considerata. Infatti, prima di tutto, un’ampia riduzione delle notifiche di infezione di SARS-CoV-2 durante gli ultimi mesi del 2021 è globalmente avvenuta a causa dell’ uso spiccato di test per COVID-19 a casa. Inoltre, ci sono state differenze nella scelta della campagna vaccinale tra i paesi partecipanti a questo studio che possono avere un effetto sui risultati. Bisogna anche considerare che non è stato possible produrre risultati esaustivi per valutare la efficacia vaccinale con sottovarianti Omicron del virus. Pertanto, stime aggiornate di VE in tutte le fasce d’età sulle reinfezioni gravi post-vaccinazione sarebbero utili per avere informazioni complementari e globalmente più informative. Un riassunto dei principali risultati ottenuti da CoVE per schemi di vaccinazione e fasce di età è riportato di seguito.
Adulti, vaccinazione primaria (1a e 2a dose):
È stato possibile abbinare 89.528 coppie di adulti. Nel complesso, le vaccinazioni primarie omologhe (1a e 2a dose uguali) hanno mostrato una VE leggermente inferiore rispetto ai regimi eterologhi (1a e 2a dose diverse) contro sintomi di COVID-19 non grave, soprattutto in individui vaccinati principalmente con AZ come 1a dose. Principalmente nella base di dati ES-BIFAP, una VE inferiore con vaccinazione omologa è stato più evidente durante i periodi Delta (VE = -39%) rispetto a Omicron (VE = -24%). Non sono state osservate differenze tra diversi schemi di vaccinazione primaria per COVID-19 grave e non sono stati trovati un numero sufficiente di casi di decesso con COVID-19 da poter analizzare.
Adolescenti, vaccinazione primaria (1a e 2a dose):
Abbiamo potuto abbinato 1.329 coppie tra adolescenti. Considerando il COVID-19 non grave, non sono state trovate differenze nelle stime di VE confrontando vaccinazioni primarie omologhe ed eterologhe. Le piccole dimensioni della popolazione campione hanno impedito la stima di VE relativa agli altri esiti gravi associati al COVID-19.
Bambini, vaccinazione primaria (1a e 2a dose):
Sono stati abbinati 287.000 bambini in assenza di COVID-19 pre-vaccinazione. Considerando il COVID-19 non grave, le 2 dosi primarie omologhe di entrambi i vaccini mRNA (PF o MD) hanno mostrato una VE variabile (dal 29% al 77%) durante il periodo della variante Delta del virus rispetto agli individui non vaccinati. La durata della VE è stata calcolata di 4-5 mesi. Durante il periodo della variante Omicron, la VE è però diminuita (dal 77% al 42%) nella base di dati IT-INSPIRE ed passata ad un maggior rischio di infezione da SARS-CoV-2 non grave in ES-BIFAP (dal 29 al -44%). La protezione contro il COVID-19 grave è stata riscontrata alta (VE >90%) in ES-SIDIAP durante il periodo Delta ed in ES-BIFAP (VE circa del 50%) per il vaccino PF rispetto agli individui non vaccinati. Le piccole dimensioni della popolazione campione hanno impedito la stima della durata della VE relativa ad altre basi di dati, oltre a impedire conclusioni su altre marche di vaccini e COVID-19 associato a decesso.
Adulti, vaccinazione dose di richiamo (3° dose)
Sono stati abbinati 5,6 milioni di adulti senza infezione da SARS-CoV-2 precedente. Tra 5 basi di dati, la VE contro COVID-19 non grave variava dal 31 al 69% per i richiami omologhi (3 dosi uguali) e dal 42 al 70% per i richiami eterologhi (3a dose diversa da 1a e 2a dose), indipendentemente dal marchio del vaccino. Considerando il COVID-19 grave, i richiami eterologhi (3a dose diversa da 1a e 2a dose), indipendentemente dal marchio del vaccino, hanno mostrato una VE tra il 73-81% rispetto a individui con solo 2 dosi di vaccino, mentre i richiami omologhi tra il 42-67%, sempre rispetto ai rispettivi controlli senza 3a dose. La protezione contro i decessi per COVID-19 è stata simile tra i programmi omologhi ed eterologhi (VE tra 70-88%). La durata dell’immunizzazione varia da 1 a 6 mesi tra le basi di dati e gli eventi, indipendentemente dallo schema di vaccinazione. Non sono state identificate differenze di VE durante i periodi Delta e Omicron.
Adolescenti, vaccinazione dose di richiamo (3° dose)
Tra 5 basi di dati, abbiamo abbinato 17.652 coppie di adolescenti Considerando esiti di COVID-19 non grave, per vaccinazione primaria omologa (1a e 2a dose uguale), la VE delle dosi di richiamo omologhe (3 dosi uguali) variava dal 35 al 67% tra i marchi di vaccini e le fonti di dati se comparata a individui senza 3a dose. Invece, la VE dei richiami eterologhi è stata riscontrata del 48% in ES-BIFAP (l’unica fonte di dati in cui sono stati trovati richiami eterologhi) per PF come 1a e 2a dose e MD come 3a dose, sempre rispetto ai rispettivi individui di controllo non sottoposti a richiamo vaccinale (3a dose). Non sono state identificate differenze di VE durante i periodi Delta dovute alle ristrette dimensioni dei campioni tra le basi di dati. Durante la predominaza di variante Omicron, la VE in ES-BIFAP era del 44% per i richiami vaccinali omologhi mentre è stata riscontrata leggermente maggiore per quelli eterologhi, ovvero del 51%. A causa del basso numero nolto basso di casi riscontrati (<5), non è stata stimata alcuna VE per vaccinati con 3 dosi ma con schemi primari eterologhi (1a e 2a dose diverse), COVID-19 grave e decesso.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Elisa Martin Merino, Mar Martin, Belen Castillo – Agencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios - AEMPS
Fabio Riefolo – Teamit Institute, S.L.
Rosa Gini – Agenzia regionale di Sanità - ARS
Tiago Vaz – University Medical Center Utrecht - UMCU
Lamiae Grimaldi – l’Assistance Publique-Hôpitaux de Paris - APHP Olaf Klungel – Utrecht University - UU
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