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Qual è la terapia immunosoppressiva di mantenimento più efficace e sicura nella pratica clinica per i pazienti con trapianto di rene? Lo studio CESIT

Data pubblicazione: 05 Agosto 2026

Qual è la terapia immunosoppressiva di mantenimento più efficace e sicura nella pratica clinica per i pazienti sottoposti a trapianto di rene?

Contesto della domanda

I pazienti sottoposti a trapianto renale devono assumere per tutta la durata della loro vita farmaci immunosoppressori, necessari a prevenire il rigetto o il fallimento del trapianto.

La terapia immunosoppressiva, fondamentale per la sopravvivenza del paziente, può tuttavia associarsi a diversi effetti collaterali, alcuni dei quali dovuti all’immunosoppressione stessa (come l’aumentato rischio di infezioni e di alcuni tumori), altri legati all’utilizzo di specifici farmaci (come l’insorgenza di disturbi metabolici).

Allo stato attuale i principali protocolli raccomandano nei riceventi di trapianto di rene una terapia immunosoppressiva composta da un inibitore di calcineurina (Ciclosporina-CsA o Tacrolimus-TAC), in combinazione con un antimetabolita (micofenolato mofetile o acido micofenolico-MMF o azatioprina AZA), o con un inibitore del segnale di proliferazione-mTOR (cioè sirolimus-SIR o everolimus-EVE); con o senza corticosteroidi. Non esiste, tuttavia, allo stato attuale consenso su quale sia la migliore combinazione di farmaci.

Nel caso del trapianto di rene, diversamente rispetto ad altri trapianti d’organo, sono presenti in letteratura diversi RCT che valutano o confrontano le diverse terapie immunosoppressive. Nonostante questo, rimane importante l’effettuazione di studi osservazionali che permettano la produzione di evidenze basate su dati reali, questo per diverse motivazioni: la popolazione selezionata per studi RCT essendo sottoposta a stringenti criteri di selezione, può non essere rappresentativa della parte di popolazione più anziana o con molteplici comorbidità; negli RCT spesso i follow-up sono di breve durata e non permettono l’analisi di esiti a lungo termine.

Inoltre, l’effettuazione di uno studio osservazionale permette di individuare quali sono le terapie effettivamente scelte nella pratica clinica ed eventualmente mettere in luce elementi di contesto che possono condizionare la scelta di uno schema terapeutico rispetto ad un altro (es: costi o disponibilità dei farmaci).

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di valutare e confrontare l’efficacia e la sicurezza di diversi trattamenti immunosoppressivi nei pazienti sottoposti a trapianto renale.

Lo studio si inserisce nell’ambito del progetto CESIT, un progetto multiregionale di farmacovigilanza sulla valutazione comparativa di efficacia e la sicurezza degli immunosoppressori nei pazienti trapiantati.

Risposta alla domanda

Lo studio mostra che tra il 2009 e il 2019, nelle quattro regioni italiane considerate, la terapia immunosoppressiva prescritta ai soggetti trapiantati di rene era basata, nella maggior parte dei casi, sull’utilizzo di Tacrolimus, ma prevedeva una quota non trascurabile di pazienti trattati con Ciclosporina.

I risultati ottenuti, in linea con la letteratura scientifica precedentemente prodotta, dimostrano come gli schemi terapeutici a base di Tacrolimus presentino un profilo rischio-beneficio significativamente superiore rispetto a quelli a base di Ciclosporina; I nostri risultati suggeriscono inoltre che, nella pratica clinica, la Ciclosporina potrebbe essere considerata in alternativa al Tacrolimus in soggetti che presentino fattori di rischio per l’insorgenza di diabete; d’altro canto, la scelta della strategia terapeutica dovrebbe, inoltre, tener particolarmente conto del miglior profilo di beneficio del Tacrolimus in associazione con un inibitore del segnale di proliferazione (sirolimus o everolimus) nei soggetti più giovani.

 

Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:

scarica il capitolo completo in PDF

Autori 

Arianna Bellini, Marco Finocchietti, Alessandro Cesare Rosa, Maria Lucia Marino, Francesca Romana Poggi, Ursula Kirchmayer, Marina Davoli, Antonio Addis, Valeria Belleudi – Dipartimento di Epidemiologia, ASL Roma 1, SSR Regione Lazio

Marco Massari, Stefania Spila Alegiani- Centro nazionale per la ricerca e la valutazione pre-clinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Lucia Masiero, Andrea Ricci, Gaia Bedeschi, Massimo Cardillo-Centro nazionale trapianti, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Ersilia Lucenteforte – Università di Pisa

Silvia Pierobon, Maurizio Nordio, Eliana Ferroni - Regione Veneto

Martina Zanforlini , Giuseppe Piccolo , Olivia Leone - Regione Lombardia

Stefano Ledda, Paolo Carta, Donatella Garau- Regione Sardegna


Per approfondire

Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2022


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