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Modalità di utilizzo degli anticorpi monoclonali anti-CGRP tra il 2019 e il 2021 in Toscana e impatto della terapia rispetto al consumo di triptani

Data pubblicazione: 05 Agosto 2026

Quali sono state le modalità d’utilizzo degli anticorpi monoclonali anti-CGRP tra il 2019 e il 2021 in Toscana? Qual è stato l’impatto della terapia rispetto al consumo di triptani?

Contesto della domanda

A partire dal 2018, l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha approvato l’immissione in commercio di tre anticorpi monoclonali inibitori del peptide correlato al gene della calcitonina (mAb anti-CGRP) ovvero erenumab, galcanezumab e fremanezumab, indicati per la prevenzione dell’emicrania sia episodica che cronica. In particolare, i mAb anti-CGRP agiscono bloccando specificatamente il neuropeptide CGRP (i.e., galcanezumab, fremanezumab), o il suo recettore (i.e., erenumab), responsabile della vasodilatazione arteriolare e della sensibilizzazione dei nocicettori alla base della patologia emicranica. I mAb anti-CGRP sono disponibili in penne/siringhe pre-riempite adatte per l’auto somministrazione sottocutanea. Inoltre, la loro lunga emivita consente un’unica somministrazione mensile o, nel caso del solo fremanezumab, addirittura trimestrale.

Gli studi clinici pre-registrativi hanno dimostrato l’efficacia preventiva dei mAb anti-CGRP nella riduzione nel numero di giorni di emicrania, nell’uso di farmaci antiemicranici, specifici (i.e. triptani) e non (e.g. FANS), valutati sia come numero totale che come giorni di utilizzo, nel migliorare la disabilità e la qualità della vita rispetto al placebo. I risultati dei trial clinici trovano conferma anche a lungo termine nei sempre più numerosi studi di pratica clinica.

A luglio 2020, l’Agenzia Italiana dei Farmaci ha definito i criteri per l’ammissione alla classe di rimborsabilità A (i.e., farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale) per i mAb anti-CGRP. In particolare, questi farmaci sono attualmente prescritti e dispensati a carico del SSN italiano per la profilassi dell’emicrania in pazienti adulti con almeno 8 episodi di emicrania disabilitante al mese negli ultimi 3 mesi, che abbiano fallito, o che siano intolleranti, o presentino chiare controindicazioni a, almeno 3 classi di farmaci per la profilassi dell’emicrania e con un punteggio del questionario MIDAS ≥11. Ad oggi, tuttavia, le evidenze disponibili riguardo le modalità d’utilizzo dei mab antiCGRP nella pratica clinica Italiana e il loro impatto sul consumo di farmaci per il trattamento acuto dell’emicrania si basano su campioni di pazienti relativamente piccoli e periodi di osservazione che non vanno oltre i 12 mesi dall’inizio del trattamento, oltre a non esistere specifici studi di farmaco-utilizzazione italiani.

Risposta alla domanda

A partire da aprile 2019 fino a settembre 2021 il numero di utilizzatori di mAb anti-CGRP in Toscana è andato costantemente aumentando fino a superare i 400 pazienti con almeno una dispensazione nell’ultimo mese di reclutamento di questo studio (settembre 2021). In generale, le caratteristiche osservate dei nuovi utilizzatori appaiono riflettere il place in therapy di questi farmaci, i quali sono destinati a pazienti che rispetto ai nuovi diagnosticati con emicrania appaiono avere un’età media maggiore, hanno già fatto ricorso a diversi farmaci profilattici e sono più frequentemente donne, caratteristica quest’ultima che si associa ad una frequenza e severità degli attacchi. La persistenza e la frequenza di switch osservate suggeriscono indirettamente un buon livello di efficacia e tollerabilità. La prima, sebbene probabilmente sottostimata per ragioni metodologiche, è risultata essere pari al 50% dopo 12 mesi mentre la probabilità di switch è rimasta intorno al 10% fino a 18 mesi. L’andamento della persistenza durante il follow-up è apparso in linea con la sospensione della terapia successiva ai primi 12 mesi di trattamento prevista dal piano terapeutico AIFA. Oltre il 50% dei pazienti che avevano interrotto dopo i primi 12 mesi riiniziava il trattamento, sebbene questa percentuale sia verosimilmente una sottostima dovuta all’insufficiente follow-up disponibile. Tra i pazienti con ≥2 dispensazioni di triptani nei 6 mesi precedenti l’inizio di un mAb anti-CGRP è stata osservata una riduzione del consumo medio mensile di triptani rispetto al basale superiore alle 4 unità posologiche/mese sostenuta fino a 15 mesi. Inoltre, circa la metà dei pazienti riduceva di almeno il 50% il proprio consumo di triptani fino al quindicesimo mese di trattamento.

 

Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:

scarica il capitolo completo in PDF

Autori 

Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Olga Paoletti, Rosa Gini - Agenzia Regionale di Sanità della Toscana

Pierangelo Geppetti, Luigi Francesco Iannone, Francesco De Cesaris - Centro cefalee e farmacologia clinica, AOU Careggi, Dipartimento di scienze della salute, Università di Firenze


Per approfondire

Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2022


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