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Gli effetti indiretti della pandemia da COVID-19 sull'epidemia da virus respiratorio sinciziale e sui consumi di palivizumab

Data pubblicazione: 05 Agosto 2026

Quali sono state le conseguenze della pandemia da COVID-19 sull'andamento epidemico stagionale del virus respiratorio sinciziale (VRS) e sui consumi di palivizumab – farmaco utilizzato per la profilassi della infezione da VRS - nei bambini di età inferiore a due anni?

Contesto della domanda

Il virus respiratorio sinciziale (VRS) è la principale causa di infezione delle basse vie aeree nei neonati e lattanti fino a due anni di età. Le epidemie si verificano con cicli annuali che iniziano con la stagione autunnale (ottobre/novembre) e si concludono con la stagione primaverile (aprile). L’infezione da VRS in questa popolazione provoca frequentemente ospedalizzazioni che possono talvolta richiedere il ricorso all’intubazione e alla terapia intensiva. I bambini di età inferiore a 2 anni sono maggiormente a rischio di ospedalizzazione e di sviluppare quadri clinici più gravi, in particolare i bambini nati pretermine e i bambini con sottostanti patologie cardiache e respiratorie sono le popolazioni che presentano le maggiori vulnerabilità.

Per prevenire e ridurre le gravi complicazioni dell’eventuale malattia causata da VRS, le linee guida internazionali e nazionali raccomandano l’utilizzo del farmaco palivizumab nei bambini ad aumentato rischio di malattia grave. Il palivizumab è un anticorpo monoclonale ottenuto con la tecnologia del DNA ricombinante che si utilizza a scopo preventivo con somministrazione intramuscolari mensili durante la stagione epidemica. Il farmaco si è mostrato efficace nel ridurre i ricoveri da VRS e la loro gravità nei neonati prematuri e nei neonati con patologie sottostanti.

Nel 2020 i tassi di infezione e ospedalizzazione da VRS registrati a livello mondiale sono stati marcatamente bassi, questa bassa diffusione è probabilmente legata alla implementazione delle misure di sanità pubblica volte al contenimento della pandemia da COVID-19, come le misure di lock-down, le restrizioni dei movimenti, l’utilizzo di mascherine e il distanziamento sociale.

 

Questa battuta di arresto dell’andamento epidemico di VRS ha fatto sollevare preoccupazioni riguardo al potenziale rischio di più severe epidemie del virus con l’allentamento delle misure di contenimento, a causa del cosiddetto “debito immunitario” termine utilizzato per descrivere la ridotta capacità protettiva del sistema immunitario causata da un prolungato periodo di mancata esposizione ad un determinato patogeno che lascia una gran parte della popolazione suscettibile all’infezione. Il debito immunitario è di particolare preoccupazione nel caso del VRS in quanto l’immunità al virus, ottenibile attraverso l’infezione e anticorpi materni, è di breve durata. Nel 2021, con il graduale ritiro delle misure di contenimento alcuni Paesi hanno riportato un rapido e drastico aumento dei casi di infezione da VRS e delle ospedalizzazioni rispetto alle medie stagionali del periodo pre-pandemia COVID-19.

Numerosi sono stati tuttavia gli effetti indiretti che COVID-19 ha avuto sull'utilizzo dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali, di emergenza e programmati [17]. Tra questi, proprio i servizi preventivi, come vaccinazioni e screening, hanno visto una notevole contrazione. Per quanto riguarda il palivizumab, i servizi di profilassi con palivizumab sono continuati durante la pandemia, tuttavia al momento non sono stati riportati dati in letteratura relativamente agli effetti indiretti che la pandemia da COVID-19 può avere avuto su erogazione e domanda.

Obiettivo del presente studio è pertanto quello di mostrare gli effetti indiretti della pandemia da COVID-19 sia sull’andamento epidemico di VRS che sui consumi di palivizumab durante il 2020 e il 2021 in Toscana.

Risposta alla domanda

I risultati dello studio mostrano come la pandemia da COVID-19 abbia causato un notevole effetto sull’andamento epidemico delle infezioni da VRS. In particolare, la prima stagione epidemica di VRS occorsa in epoca COVID-19 ha visto un quasi totale azzeramento dei ricoveri da VRS, fatto probabilmente legato alle stringenti misure di contenimento della pandemia. Nella successiva stagione epidemica si è verificato un aumento drammatico del numero complessivo di ricoveri da VRS che è avvenuto in maniera anticipata rispetto a quanto osservato in epoche pre-pandemiche. Questa recrudescenza e anticipo dell’epidemia di VRS è probabilmente da ascrivere al rilassamento delle misure di contenimento previste per la pandemia da COVID-19 e al debito immunitario contratto nella stagione precedente che hanno fatto sì che il virus potesse circolare in una popolazione più suscettibile all’infezione.

Per quanto riguarda la profilassi con palivizumab, le erogazioni del farmaco sono aumentate durante la pandemia da COVID-19. Questi risultati non solo mostrano che la profilassi con palivizumab non ha risentito di eventuali effetti indiretti della pandemia da COVID-19 sull’utilizzo dei servizi sanitari, ma evidenziano anche come questi abbiano reagito in maniera tempestiva aumentando le erogazioni di palivizumab a fronte dell’arrivo di una epidemia di VRS più forte.

 

Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:

scarica il capitolo completo in PDF

Autori 

Vieri Lastrucci, Giorgia Alderotti, SOSA Epidemiologia, Azienda Universitaria-Ospedaliera Meyer, Firenze

Lorenzo Stacchini, medico in formazione specialistica, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università degli Studi di Firenze

Elettra Berti, Terapia intensiva neonatale, Azienda ospedaliero-universitaria Meyer, Firenze

Martina Pacifici, Monia Puglia, Giulia Hyeraci, Giuseppe Roberto, Rosa Gini, Fabio Voller, Osservatorio di Epidemiologia, Agenzia Regionale di Sanità della Toscana


Per approfondire

Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2022


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