Disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle malattie croniche – le principali evidenze dall’Atlante AIFA
Riguardo all’utilizzo di farmaci in Italia per le principiali patologie croniche: esiste una correlazione tra il tasso di consumo, l’aderenza e la persistenza con la posizione socioeconomica dei pazienti?
Contesto della domanda
Come indicato nell’ Articolo 32 della Costituzione e dall’Articolo 1 della Legge 833/1978, tra gli obiettivi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) c’è anche quello di assicurare equità di accesso ai servizi sanitari e all’uso dei farmaci. Tuttavia, nonostante l’uso dei farmaci costituisca un forte determinante dello stato di salute della popolazione, fino ad ora non erano stati prodotti studi che ne evidenziassero, a livello nazionale, la correlazione con la posizione socioeconomica dei pazienti.
L’Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche - realizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in collaborazione con un gruppo di esperti provenienti dall’Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia-Romagna, dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, dal Servizio Sovranazionale di Epidemiologia di Torino e dall’Istituto Superiore di Sanità - si configura quindi come la prima pubblicazione di carattere nazionale sul tema delle differenze sociali nell’ambito dell’utilizzo di farmaci in Italia.
Risposta alla domanda
In conclusione, i risultati presentati in questo primo Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche mostrano come la posizione socioeconomica sia fortemente correlata con l’uso dei farmaci: per i farmaci utilizzati per il diabete, l’ipertensione, e le dislipidemie, i tassi di consumo pro-capite più elevati si registrano nelle aree caratterizzate da un indice di deprivazione più elevato. La posizione socioeconomica non sembra precludere l’accesso ai farmaci, ma anzi risulta fortemente correlata con un maggior utilizzo. Anche per quanto riguarda aderenza e persistenza si rilevano percentuali maggiori nelle aree meno deprivate, ma tale andamento risulta di difficile interpretazione a causa della notevole variabilità presente all’interno delle regioni.
A differenza di quanto si verifica per il tasso di consumo, inoltre, rimuovendo l’effetto della deprivazione i livelli di aderenza e persistenza non si modificano. Sembra quindi che le differenze rilevate a livello nazionale tra le aree geografiche dipendano dai diversi sistemi sanitari regionali piuttosto che dai livelli di deprivazione socioeconomici.
Per quanto riguarda la relazione tra consumo dei farmaci e genere, invece, sono stati registrati livelli di consumo più elevati negli uomini per la maggior parte delle categorie terapeutiche, a eccezione degli antidepressivi, per i quali il consumo è risultato maggiore tra le donne. In generale, le donne sono risultate meno aderenti alla terapia e meno persistenti al trattamento rispetto agli uomini.
A livello geografico sono emersi, per la maggior parte delle categorie terapeutiche considerate, livelli di consumo più elevati al Sud e nelle Isole. Solo per i farmaci antidepressivi si è registrato un livello di consumo maggiore, rispettivamente, al Nord e nelle regioni del Centro. In generale, il tasso di consumo dei farmaci si conferma una valida misura di identificazione delle patologie: per quasi tutte le condizioni cliniche considerate la distribuzione geografica e per genere dei consumi dei farmaci è risultata coerente con l’epidemiologia.
In conclusione, avere un quadro completo delle differenze nell’utilizzo dei farmaci, che è riconosciuto essere uno dei determinanti più importanti dello stato di salute degli individui, è quindi un elemento centrale per lo sviluppo di strategie finalizzate a contrastare le disuguaglianze di salute. L’Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche è consultabile nella sua versione completa attraverso il sito web dell’AIFA.
Per comprendere la metodologia adottata per giungere a questa risposta e visionare i risultati dettagliati consulta il capitolo di riferimento:
Autori
Aurora Di Filippo, Serena Perna, Andrea Pierantozzi, Filomena Fortinguerra, Francesco Trotta, Federica Milozzi. Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
Consulta il documento e scarica le slide:
Presentazione del Rapporto sui farmaci in Toscana 2021