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Mortalità e ondate di calore nell’estate 2026: la situazione in Toscana

Data pubblicazione: 30 Ottobre 2026

La sorveglianza epidemiologica della mortalità costituisce uno strumento essenziale per valutare l’impatto delle temperature estreme sulla popolazione e orientare gli interventi di prevenzione. Il Rapporto sui risultati dei sistemi di allarme per le ondate di calore, della sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso offre un quadro aggiornato dell’andamento delle temperature e degli esiti sanitari nelle città italiane monitorate, tra cui Firenze, Prato e Livorno.


Caldo estremo e disuguaglianze
L’estate 2026 e le alte temperature
I giorni di allerta
Mortalità estiva in Italia
La mortalità per caldo in Toscana
Tra adattamento e vulnerabilità


Caldo estremo e disuguaglianze

Le ondate di calore rappresentano una delle principali minacce per la salute pubblica associate ai cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature, la maggiore frequenza degli eventi estremi e il protrarsi di periodi caratterizzati da caldo intenso determinano conseguenze rilevanti sulla salute della popolazione, con effetti che possono manifestarsi sia attraverso eventi acuti, come la disidratazione e il colpo di calore, sia attraverso l’aggravamento di patologie preesistenti, in particolare cardiovascolari, respiratorie e renali. L’impatto sanitario non è tuttavia uniforme, ma dipende dall’intensità e dalla durata dell’esposizione, dalle caratteristiche individuali e dalle condizioni sociali e ambientali in cui le persone vivono.

Gli anziani, le persone con patologie croniche, quelle con ridotta autonomia funzionale e gli individui che vivono in condizioni di isolamento sociale o in abitazioni inadeguate sono tra i gruppi maggiormente vulnerabili. A questi fattori si aggiungono le caratteristiche del contesto urbano, dove la presenza di superfici impermeabili, la ridotta vegetazione e l’accumulo di calore negli edifici possono contribuire a mantenere temperature elevate anche durante le ore notturne, limitando il recupero fisiologico dell’organismo.

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L’estate 2026 e le alte temperature

L’estate 2026 è stata caratterizzata da condizioni climatiche particolarmente critiche, in un contesto europeo che ha registrato temperature eccezionalmente elevate, soprattutto nell’Europa centro-occidentale. Anche in Italia gli indicatori climatici hanno mostrato valori superiori alla media storica. Nelle città monitorate dal Sistema di sorveglianza SISMG, la temperatura massima è risultata mediamente superiore di 3,7° C rispetto al periodo di riferimento, mentre le temperature massime e minime hanno presentato anomalie positive medie di circa 3°C.

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I giorni di allerta

Nel periodo compreso tra il 25 maggio e il 15 settembre, il numero medio di giorni con livello di rischio 2 o 3 è stato nettamente superiore a quello registrato negli anni precedenti, con circa 45 giorni nelle città del Centro, contro una media di 35 giorni sia al Nord sia al Sud (fig.1).

Figura 1. Numero di giorni di allerta HHWW livello 2 e 3 nel periodo 25 maggio – 15 settembre 2026 per le città del Nord, Centro e Sud. Fonte: Rapporto SISMG, 2026

Numero di giorni di allerta HHWW livello 2 e 3 nel periodo 25 maggio - 15 settembre 2026 per le città del Nord, Centro e Sud

In particolare il Rapporto sulla mortalità giornaliera individua cinque periodi di ondate di calore nel corso dell’estate 2026: il primo tra il 25 maggio e il 30 maggio; il secondo, più prolungato, dalla seconda metà di giugno ai primi di luglio; il terzo nella parte centrale di luglio; il quarto di maggiore intensità e durata in tutto il paese da fine luglio a metà agosto e infine, un quinto episodio, concentrato sul Centro-Sud, nell’ultima settimana di agosto e nei primi giorni di settembre.

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Mortalità estiva in Italia

Nonostante la rilevanza delle anomalie termiche, il bilancio complessivo della mortalità nelle 54 città considerate dal rapporto SISMG risulta contenuto. Nel periodo 25 maggio – 15 settembre 2026, la mortalità nella popolazione di 65 anni e oltre è aumentata del 2% rispetto ai valori attesi. L’analisi territoriale mostra tuttavia differenze importanti: al Nord la mortalità è risultata sostanzialmente in linea con l’atteso, mentre nelle città del Centro-Sud è stato registrato un incremento del 4%.

La distribuzione degli eccessi tra le singole città conferma che il rapporto tra esposizione al caldo e mortalità presenta una notevole eterogeneità geografica. Incrementi statisticamente significativi sono stati osservati a Torino, Padova, Roma, Latina, Bari, Palermo, Catania e Cagliari. Al contrario, in numerose altre città, pur in presenza di periodi di caldo intenso, la mortalità complessiva non ha mostrato differenze statisticamente significative rispetto ai valori attesi.

Un altro aspetto da tenere monitorato riguarda la distribuzione per età. Nel periodo considerato, l’eccesso di mortalità si concentra nella popolazione di 85 anni e oltre, per la quale viene riportato un incremento del 10% a livello complessivo, pari al 10% al Nord e all’11% nel Centro-Sud. Nelle classi di età 65-74 e 75-84 anni, invece, la mortalità risulta inferiore ai valori attesi, soprattutto nelle città settentrionali.

Questo dato conferma la necessità di considerare l’età come un determinante fondamentale della vulnerabilità al meteo caldo. L’invecchiamento fisiologico, la presenza di multimorbilità, l’assunzione di alcuni farmaci e la ridotta capacità di termoregolazione possono aumentare il rischio di conseguenze avverse. L’età avanzata, inoltre, può associarsi a condizioni di fragilità sociale e abitativa che rendono più difficile adottare comportamenti protettivi.

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La mortalità per caldo in Toscana

Per la Toscana il rapporto presenta i dati relativi alle città di Firenze, Prato e Livorno (fig. 2). Nel complesso i risultati non evidenziano un eccesso statisticamente significativo della mortalità nella popolazione di 65 anni e oltre durante il periodo 25 maggio-15 settembre 2026.

A Firenze sono stati osservati 980 decessi nella popolazione di 65 anni e oltre, a fronte di 997 decessi attesi. La variazione percentuale è stata pari a -2%, senza differenze statisticamente significative rispetto al valore atteso. Entrando nel dettaglio dell’analisi mensile, tra il 25 maggio e il 30 giugno la mortalità è stata sostanzialmente in linea con l’atteso (-1%), mentre nel mese di luglio si è osservato un incremento del 5%, seguito da una riduzione del 10% ad agosto. Nella prima metà di settembre la variazione è stata nuovamente positiva, pari a +11%.

A Prato i decessi osservati sono stati 447, rispetto ai 455 attesi, con una variazione del -2%. Anche in questo caso, la mortalità complessiva del periodo non presenta un incremento statisticamente significativo. Nella prima parte del periodo estivo si è registrato un incremento del 7%, mentre a luglio la mortalità è risultata inferiore all’atteso dell’11%. Ad agosto la variazione è stata pari a -4% e nella prima metà di settembre la mortalità è risultata sostanzialmente in linea con il valore atteso.

A Livorno sono stati registrati 492 decessi, a fronte di 496 attesi, corrispondenti a una variazione del -1%. Il risultato indica una sostanziale corrispondenza tra mortalità osservata e attesa. Nel periodo tra il 25 maggio e il 30 giugno l’incremento osservato è stato del 12%, mentre nei mesi successivi la mortalità è risultata inferiore all’atteso: -7% a luglio, -6% ad agosto e -6% nella prima metà di settembre.

Figura 2. Mortalità nella classe di età 65+ anni osservata e attesa, stima dell’eccesso osservato e della variazione percentuale nelle città di Prato, Firenze e Livorno. Fonte: Rapporto SISMG, 2026

Mortalità nella classe di età 65+ anni osservata e attesa nelle città di Prato, Firenze e Livorno

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Tra adattamento e vulnerabilità

I risultati della sorveglianza dell’esposizione della popolazione al caldo e i dati sulla mortalità giornaliera confermano l’osservazione degli ultimi due anni (2024-2025), di un impatto contenuto delle elevate temperature sulla salute, a differenza di quanto osservato in anni precedenti.

Questi dati, da una parte, confermano il progressivo adattamento al caldo già osservato in studi precedenti da ricondurre alla maggiore consapevolezza della popolazione, alla maggiore diffusione dell’aria condizionata che riduce l’esposizione della popolazione, a cambiamenti nei comportamenti individuali per proteggersi dal caldo, ma soprattutto agli interventi predisposti nell’ambito del piano operativo nazionale ed attuati a livello locale.

Per la Toscana, i risultati di Firenze, Prato e Livorno sono incoraggianti rispetto alla mortalità complessiva, ma non devono essere interpretati come una dimostrazione dell’assenza di rischio. Il monitoraggio della mortalità deve essere affiancato alla sorveglianza degli accessi ai servizi sanitari, alla valutazione delle condizioni ambientali e all’analisi delle caratteristiche sociali e demografiche della popolazione.

È necessario consolidare l’integrazione tra i sistemi di sorveglianza della mortalità, gli accessi in Pronto Soccorso e le informazioni meteorologiche. La disponibilità di dati tempestivi, confrontabili e disaggregati per età e territorio permetterebbe di individuare precocemente eventuali segnali di aumento del rischio, valutare le differenze tra aree e migliorare progressivamente la programmazione degli interventi.

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